Un gruppo di ricercatori dell’Università di La Laguna, in Spagna, ha ricostruito come una camera della tomba egizia TT 209 sia stata utilizzata e trasformata per secoli. Lo studio, pubblicato nel 2026 su Frontiers in Environmental Archaeology, riguarda la camera tre del sepolcro, situato nella necropoli tebana di fronte a Luxor. Al suo interno gli studiosi hanno identificato 16 individui mummificati, un cane mummificato e un deposito alterato con i resti di almeno altre quattro persone, seguendo l’evoluzione delle pratiche funerarie dalla XXV dinastia al periodo tolemaico.
- Nella camera sono stati riconosciuti nove depositi funerari, sia individuali sia collettivi.
- Le sepolture più antiche erano distanziate e collocate in sarcofagi, mentre quelle successive sfruttavano più densamente lo spazio.
- In due terzi delle sepolture della camera i corpi risultavano sovrapposti verticalmente.
- Quattro mummie e un cane mummificato furono deposti l’uno sopra l’altro nel periodo tolemaico.
La necropoli tebana comprende più di 400 tombe. La TT 209 fu costruita durante la XXV dinastia, datata tra il 754 e il 656 a.C., e venne riutilizzata fino al periodo tolemaico, tra il 305 e il 30 a.C., quando fu abbandonata.
Il caso mostra perché una tomba non debba essere letta soltanto come il prodotto del momento in cui venne costruita. Uno spazio funerario poteva attraversare differenti fasi politiche e rituali, conservando tracce delle deposizioni precedenti mentre accoglieva nuovi defunti.
Le sepolture passarono dai sarcofagi alla sovrapposizione
Per ricostruire la storia della camera, il gruppo ha scavato l’ambiente, fotografato le mummie e registrato attraverso disegni e descrizioni la loro posizione, l’orientamento e il rapporto con le strutture della tomba. Sono così emersi nove depositi funerari, accompagnati in alcuni casi da oggetti legati alla sepoltura.
Le deposizioni più antiche erano relativamente separate. I corpi erano sistemati in sarcofagi e associati a reti funerarie, amuleti e beni costosi, tra cui il contenuto di numerose anfore fenicie. Secondo Miguel Ángel Molinero Polo, docente di Egittologia all’Università di La Laguna e autore senior dello studio, questi elementi indicano che i primi individui sepolti nella camera appartenevano a una posizione sociale elevata.
Verso la fine della XXV dinastia e durante il periodo persiano, indicato nello studio nell’arco compreso approssimativamente tra il 680 e il 404 a.C., i nuovi corpi cominciarono invece a occupare gli spazi ancora disponibili. La camera divenne così più densamente utilizzata. Cambiò anche la disposizione degli arti: in alcuni casi un braccio veniva ripiegato, mentre nelle deposizioni più antiche le braccia erano generalmente distese.
La maggiore densità non sarebbe il risultato di un accumulo caotico: ogni nuova deposizione veniva adattata alla presenza dei corpi precedenti.
Durante la fase persiana comparve inoltre la sistemazione verticale. La sovrapposizione dei corpi è stata riscontrata in due terzi delle sepolture esaminate, segnando il passaggio da depositi prevalentemente individuali a forme collettive di organizzazione dello spazio.
Il cane mummificato apre due possibili interpretazioni
Nella parte sud-orientale della camera, quattro mummie e un cane mummificato furono collocati uno sopra l’altro durante il periodo tolemaico. I corpi umani non erano racchiusi in sarcofagi, ma erano stati mummificati con cura e associati a recipienti disposti verticalmente, elementi che per i ricercatori rimandano a un rituale non osservato nelle fasi precedenti.
Il cane si trovava direttamente sopra le mummie di un uomo e di una donna. Jared Carballo-Pérez, primo autore dello studio, ritiene che questa collocazione possa indicare un rapporto stretto fra l’animale e le due persone. Molinero Polo propone anche un’altra possibilità: il cane potrebbe aver assunto il ruolo simbolico di psicopompo, una guida nel viaggio verso l’aldilà.
Il dato importante è che i cambiamenti rituali non cancellarono il passato della tomba, ma ne riorganizzarono progressivamente lo spazio e il significato.
Fra le deposizioni più tarde compaiono anche individui con entrambe le braccia ripiegate sul petto, nella cosiddetta posizione osiriaca. Questo significa che l’apparente disordine di una sepoltura collettiva può nascondere una logica precisa, riconoscibile soltanto studiando i rapporti spaziali tra i corpi e non limitandosi ai singoli reperti.
La sequenza completa resta in parte difficile da determinare. Nel corso del suo prolungato utilizzo, la camera subì più allagamenti, incendi e nuovi ingressi umani, che spostarono i detriti. Nonostante queste alterazioni, lo studio suggerisce che altri depositi definiti in passato “disordinati” possano essere riesaminati come testimonianze di scelte sociali e rituali.
La sovrapposizione delle mummie vi sembra soprattutto una soluzione pratica o un modo per mantenere un legame con le sepolture precedenti?






























