L’Etna, il vulcano attivo più alto d’Europa con i suoi 3.324 metri, è al centro di una nuova emergenza che unisce i rischi della montagna, del maltempo e dell’attività eruttiva. Un escursionista statunitense di 30 anni è morto dopo essere stato colpito da un fulmine domenica sera, mentre stava salendo sul vulcano siciliano. Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo si trovava probabilmente da solo e aveva raggiunto una zona vietata sul versante orientale quando è scoppiato un temporale. L’incidente è avvenuto mentre le spettacolari eruzioni dell’Etna attirano numerosi visitatori.
- L’escursionista americano è stato soccorso intorno alle 20 e trasportato all’ospedale Cannizzaro di Catania.
- L’uomo sarebbe stato colpito da un fulmine mentre attraversava un’area interdetta dell’Etna.
- Una nuova bocca effusiva è stata individuata nella Valle del Bove tra 2.200 e 2.350 metri.
- La cenere vulcanica ha imposto limiti temporanei ai voli in arrivo all’aeroporto di Catania.
I soccorsi hanno raggiunto l’escursionista in elicottero
I vigili del fuoco hanno localizzato il turista nella zona di Rocca Capra e lo hanno recuperato in elicottero intorno alle 20. Quando la squadra di soccorso è arrivata, il trentenne era già in condizioni gravissime e in arresto cardiaco.
I soccorritori hanno tentato di rianimarlo durante le operazioni di recupero. L’uomo è stato quindi trasportato d’urgenza all’ospedale Cannizzaro di Catania, dove è stato dichiarato morto. Sull’accaduto è in corso un’indagine.
L’ipotesi è che il turista abbia oltrepassato le indicazioni di chiusura per avvicinarsi alla zona sommitale, prima di essere sorpreso dal temporale.
L’Etna non presenta soltanto i pericoli legati alle eruzioni: è anche una montagna estesa, con aree impervie e condizioni meteorologiche che possono cambiare rapidamente. La Protezione civile ha ricordato che l’attività vulcanica e le improvvise variazioni del tempo possono creare una combinazione particolarmente rischiosa.
Questo significa che le interdizioni non riguardano esclusivamente la distanza dalle colate o dai crateri. Per gli escursionisti servono anche a limitare l’esposizione a temporali, fulmini e difficoltà di soccorso oltre la linea degli alberi.
Una nuova colata si forma nella Valle del Bove
La mattina successiva all’incidente, l’Osservatorio etneo dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha individuato una nuova bocca effusiva nella Valle del Bove, a una quota compresa tra 2.200 e 2.350 metri. La bocca ha prodotto una colata lavica e sono stati avviati rilievi sul campo.
Dal cratere Voragine è proseguita anche l’emissione di cenere, dispersa verso sud-est. Dopo l’aumento registrato nel pomeriggio precedente, il tremore vulcanico ha raggiunto un massimo intorno alle 19.40, per poi diminuire leggermente pur restando nell’intervallo dei valori alti. Le sorgenti del tremore sono state localizzate nell’area della Voragine, a circa 3.000 metri.
La contemporaneità fra attività eruttiva e maltempo rende l’Etna attraente per i visitatori, ma moltiplica i fattori di rischio che devono essere valutati prima di ogni escursione.
La cenere limita gli arrivi all’aeroporto di Catania
L’emissione di cenere vulcanica nell’atmosfera ha avuto conseguenze anche sul traffico aereo. La Sac, società che gestisce l’aeroporto di Catania, ha comunicato la chiusura dei settori di spazio aereo B1 e B2 e un limite di cinque voli in arrivo ogni ora fino alle 14 della giornata interessata. Non erano invece previste restrizioni per le partenze.
La cenere dell’Etna può obbligare le autorità aeronautiche a ridurre o sospendere le operazioni nei settori coinvolti. Per i passeggeri questo implica la possibilità di modifiche agli arrivi anche quando lo scalo rimane operativo per le partenze.






























