Novak Djokovic propone di modificare il punteggio del tennis per rendere gli incontri più brevi: set a quattro game, possibilmente senza vantaggi, mantenendo però la formula al meglio dei cinque set. Il vincitore di 24 titoli Slam ha illustrato la sua idea parlando con lo YouTuber Nick Knows Ball durante il Fanatics Fest di New York. L’obiettivo dichiarato è racchiudere le partite in una finestra di due ore, alleggerendo l’impegno per gli atleti e rendendo la durata più sostenibile anche per il pubblico.
- Djokovic propone set a quattro game e game giocati senza vantaggi.
- Gli incontri resterebbero al meglio dei cinque set.
- Il tennista serbo punta a contenere la durata delle partite entro due ore.
- Una formula analoga è già adottata nelle Next Gen ATP Finals riservate agli Under 21.
Il nuovo punteggio accorcerebbe ogni singolo set
La proposta di Djokovic interviene sui due elementi che possono allungare maggiormente una partita: il numero di game necessario per completare un set e la successione di parità e vantaggi all’interno di un game.
Nel sistema tradizionale, quando si arriva sul 40-40, un giocatore deve conquistare due punti consecutivi per chiudere il game. La formula senza vantaggi sostituisce questa sequenza con un punto decisivo, eliminando la possibilità che il punteggio torni più volte in parità.
Mantenere il meglio dei cinque set consentirebbe comunque a un incontro di svilupparsi su più parziali, ma ciascun set richiederebbe meno game rispetto al formato tradizionale.
Questo significa che la durata potrebbe diventare più prevedibile, pur senza una garanzia che ogni sfida termini effettivamente entro due ore. Il ritmo cambierebbe anche sul piano sportivo: con meno game disponibili, ogni break e ogni punto decisivo avrebbero potenzialmente un peso maggiore.
Le Next Gen ATP Finals utilizzano già una formula simile
L’idea non nasce senza precedenti. I set a quattro game e il punteggio senza vantaggi fanno già parte del regolamento delle Next Gen ATP Finals, la competizione dedicata ai migliori giocatori Under 21. Il torneo non assegna punti validi per il ranking principale.
Quel contesto permette di utilizzare regole diverse rispetto a quelle abituali del circuito. Estendere lo stesso modello ai tornei maggiori o alle prove dello Slam avrebbe però un significato differente: non sarebbe più una formula circoscritta a una manifestazione giovanile, ma un cambiamento della struttura con cui il pubblico identifica il tennis.
Per giocatori e spettatori, la riforma implicherebbe partite più concentrate, con meno spazio per recuperare dopo una partenza negativa e un numero superiore di momenti potenzialmente decisivi.
La proposta apre il confronto, ma non cambia ancora le regole
Quella espressa da Djokovic è una visione personale sul futuro del tennis. Per diventare operativa nel circuito maggiore, una formula del genere dovrebbe essere recepita dai regolamenti delle competizioni interessate; l’intervento del campione serbo, da solo, non modifica il formato attuale.
Il nodo sarà trovare un equilibrio tra tradizione e fruibilità. Incontri con una durata più contenuta potrebbero inserirsi più facilmente nei palinsesti e richiedere meno tempo al pubblico, compreso quello italiano. Allo stesso tempo, abbreviare i set cambierebbe la gestione tattica e fisica delle partite: una trasformazione che potrebbe dividere chi privilegia un ritmo più rapido e chi considera la lunga distanza parte essenziale della disciplina.
Preferireste set più brevi e senza vantaggi oppure manterreste il punteggio tradizionale del tennis?






























