Situational Awareness, il fondo speculativo incentrato sull’intelligenza artificiale fondato dal ventiquattrenne ed ex dipendente di OpenAI Leopold Aschenbrenner, ha ceduto a Citadel gran parte — o, secondo alcune ricostruzioni, la totalità — del proprio portafoglio di azioni quotate. La vendita alla società di Ken Griffin arriva dopo diverse settimane negative per i titoli legati all’AI. Secondo CNBC, il fondo valeva 45 miliardi di dollari, circa 39 miliardi di euro, all’inizio di luglio e ora ne varrebbe 10 miliardi, approssimativamente 8,7 miliardi di euro, dopo il trasferimento degli asset.
- Situational Awareness ha venduto a Citadel la maggior parte o l’intero portafoglio azionario quotato.
- CNBC indica un calo del valore del fondo da 45 a 10 miliardi di dollari.
- Le principali partecipazioni dichiarate alla fine del primo trimestre erano Nebius Group, Sandisk, Micron e CoreWeave.
- Il fondo aveva otto dipendenti, quattro dei quali professionisti degli investimenti.
La cessione trasferisce fuori dal fondo originario la parte principale, o forse tutta, della sua esposizione azionaria pubblica, ma la fonte non indica se Situational Awareness verrà chiuso.
Le scommesse concentrate sull’AI hanno perso terreno
Alla fine del primo trimestre, secondo i documenti citati da CNBC, le maggiori posizioni di Situational Awareness comprendevano Nebius Group, Sandisk, Micron e CoreWeave. Tutti e quattro i titoli hanno perso più del 35% nel corso del mese, mettendo sotto pressione una strategia costruita intorno alla crescita delle società collegate all’intelligenza artificiale.
Un hedge fund raccoglie capitali da investitori e può adottare strategie più flessibili e concentrate rispetto a molti fondi destinati al pubblico. Questa libertà può amplificare i risultati in entrambe le direzioni: quando numerose partecipazioni dipendono dallo stesso tema di mercato, un ribasso simultaneo può incidere sull’intero portafoglio.
Le comunicazioni sulle partecipazioni alla fine di un trimestre, inoltre, rappresentano una fotografia riferita a quel momento. Non descrivono necessariamente tutte le operazioni successive né l’insieme completo delle esposizioni del fondo. Per questo, i dati disponibili mostrano la concentrazione delle principali posizioni dichiarate, ma non bastano da soli a ricostruire ogni passaggio che ha condotto alla vendita a Citadel.
Il fondo nasceva dalle previsioni di Aschenbrenner sull’AI
Situational Awareness LP prende il nome da una serie di saggi pubblicati da Aschenbrenner sull’evoluzione dell’intelligenza artificiale. In quei testi, il fondatore sosteneva che l’intelligenza artificiale generale sarebbe arrivata nel 2027 e che entro la fine del decennio le macchine avrebbero superato l’intelligenza umana.
Queste previsioni costituivano la base teorica della strategia d’investimento: puntare in modo deciso sulle aziende che avrebbero beneficiato dell’avanzamento dell’AI. In un’intervista in podcast, Aschenbrenner aveva descritto la società come un centro di competenze capace di comprendere l’intelligenza artificiale meglio dei tradizionali gestori finanziari di New York.
Tra i finanziatori figuravano Patrick e John Collison, cofondatori di Stripe, e Daniel Gross e Nat Freedman, indicati dalla fonte come due dirigenti dell’AI di Meta. Il direttore della ricerca era Carl Shulman, già attivo presso Clarium Capital di Peter Thiel. Anche Jane Street aveva investito nel fondo; il Wall Street Journal aveva sottolineato che la società assegna raramente capitale a gestori esterni.
Il confronto con Archegos evidenzia la portata dei numeri
Il precedente richiamato è quello di Archegos Capital Management, che secondo il Wall Street Journal perse 8 miliardi di dollari — circa 7 miliardi di euro — in dieci giorni nel 2021. Le cifre attribuite a Situational Awareness sono superiori, ma restano legate alle valutazioni riportate da CNBC e dovranno essere confermate per misurare con precisione le perdite di negoziazione.
Il caso mostra soprattutto il rischio di trasformare una previsione tecnologica molto ambiziosa in una strategia finanziaria fortemente concentrata.
Per gli investitori italiani non emerge dalla fonte un impatto diretto. L’episodio è però rilevante perché molti titoli legati all’AI sono accessibili anche attraverso fondi ed ETF internazionali: questo significa che distinguere tra esposizione diversificata e scommessa concentrata resta essenziale, indipendentemente dalla popolarità del tema tecnologico.
Una strategia concentrata sull’intelligenza artificiale può essere giustificata dalle prospettive del settore, oppure espone a rischi eccessivi? Condividete la vostra opinione.



























