Un antivirale sperimentale contro il morbillo ha bloccato, in un modello animale, la trasmissione di un virus sia per contatto diretto sia attraverso l’aria. Lo studio, pubblicato su Nature Microbiology e presentato il 24 luglio 2026, è stato condotto dal Center for Translational Antiviral Research della Georgia State University. Il farmaco orale GHP-88310 è stato somministrato poco prima o poco dopo l’esposizione al virus del cimurro canino, che nei furetti causa una malattia simile al morbillo. Negli animali già infetti ha inoltre attenuato i sintomi e abbreviato sia la malattia sia il periodo di contagiosità.
- GHP-88310 ha bloccato nel modello animale la diffusione del virus per contatto diretto e attraverso l’aria.
- Il candidato antivirale agisce inibendo la polimerasi necessaria alla replicazione virale.
- Il trattamento ha ridotto i sintomi e il tempo durante il quale gli animali infetti potevano trasmettere il virus.
- I ricercatori stanno preparando il farmaco per la sperimentazione clinica formale.
Il test ha riprodotto contatti domestici e ambienti condivisi
Per studiare separatamente le modalità di contagio, i ricercatori hanno sviluppato un sistema controllato nel quale furetti infetti e non infetti potevano trovarsi a diretto contatto fisico oppure condividere lo stesso spazio aereo senza toccarsi. L’obiettivo era rappresentare situazioni paragonabili, rispettivamente, alla convivenza in una casa e alla permanenza in aule o altri luoghi chiusi.
Il composto è un inibitore ad ampio spettro della polimerasi virale. Questa enzima permette al virus di riprodurre il proprio materiale genetico: ostacolarne il funzionamento significa intervenire direttamente sul ciclo di replicazione, anziché limitarsi a controllare i sintomi.
Nel modello utilizzato, GHP-88310 ha impedito entrambe le forme di trasmissione anche quando è stato somministrato in prossimità dell’esposizione.
Lo studio ha valutato anche l’impiego terapeutico, cioè dopo l’infezione. In questo scenario il farmaco ha accorciato la durata della malattia e l’intervallo nel quale gli animali restavano in grado di contagiare altri esemplari.
Il farmaco potrebbe affiancare, non sostituire, la vaccinazione
Richard Plemper, direttore del CTAR e autore senior della ricerca, ritiene che il candidato possa in futuro integrare la vaccinazione ad anello contro il morbillo. Questa strategia consiste nel vaccinare rapidamente i contatti di un caso identificato e le persone esposte intorno a quel focolaio, così da creare una barriera alla propagazione.
Se l’effetto fosse confermato nell’uomo, un antivirale orale potrebbe aggiungere uno strumento per proteggere le persone appena esposte e ridurre il tempo durante il quale un paziente rimane contagioso.
Vaccinazione e terapia avrebbero funzioni diverse e potenzialmente complementari. Il vaccino prepara la risposta immunitaria, mentre un antivirale agisce sulla replicazione del virus durante una specifica esposizione o infezione. Il possibile beneficio, tuttavia, resta per ora un’ipotesi da verificare nell’uomo.
La ricerca arriva mentre dal 2025 gli Stati Uniti hanno registrato migliaia di infezioni da morbillo in diversi Stati, centinaia di ricoveri e tre decessi confermati. Anche Canada e Messico hanno affrontato grandi focolai con più morti, mettendo in discussione il mantenimento dello status di eliminazione del morbillo in Nord America.
La sperimentazione sull’uomo sarà il passaggio decisivo
I risultati nei furetti non dimostrano automaticamente che GHP-88310 sia sicuro ed efficace nelle persone. Il virus studiato è quello del cimurro canino e il modello riproduce una malattia simile al morbillo, ma una sperimentazione clinica dovrà stabilire dosi, tollerabilità ed efficacia negli esseri umani.
I ricercatori stanno ora preparando il candidato per i test clinici formali. Soltanto questi studi potranno chiarire se la protezione osservata contro la trasmissione aerea e per contatto possa essere replicata e impiegata nella gestione dei focolai di morbillo.
Ritenete che un antivirale da usare dopo l’esposizione possa diventare un complemento utile alle campagne vaccinali contro il morbillo?



























