La vicenda di Hind Rajab, arrivata anche al pubblico italiano attraverso il film La voce di Hind Rajab, premiato con il Leone d’Argento alla Mostra del Cinema di Venezia e candidato all’Oscar, entra ora in una nuova fase giudiziaria interna a Israele. Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno annunciato mercoledì di aver chiesto un’indagine penale sugli spari contro l’auto della famiglia Hamada e un’ambulanza della Mezzaluna Rossa a Gaza City. Nell’episodio del gennaio 2024 morirono nove persone, compresa la bambina palestinese di cinque anni.
- L’indagine penale richiesta dall’Idf riguarda gli spari contro l’auto della famiglia e contro un’ambulanza.
- Hind Rajab, sei familiari e due soccorritori della Mezzaluna Rossa furono trovati morti.
- Una seconda inchiesta riguarda 15 palestinesi uccisi a Tel al-Sultan nel marzo 2025.
- Il meccanismo interno dell’Idf ha completato l’esame di circa 150 episodi dall’inizio della guerra.
La revisione militare riconosce gli spari contro l’auto
Hind viaggiava con i familiari quando il loro veicolo finì sotto il fuoco durante un tentativo di lasciare Gaza City. Il 29 gennaio 2024 la bambina riuscì a contattare la Mezzaluna Rossa e rimase al telefono per ore chiedendo aiuto. Il suo corpo fu recuperato giorni dopo nell’auto crivellata di colpi, insieme a quelli di sei parenti. Morirono anche i due operatori inviati in ambulanza per raggiungerla.
Nella ricostruzione pubblicata mercoledì, l’esercito israeliano ha affermato che i militari avevano sparato contro un veicolo che si stava avvicinando, sostenendo che procedesse in contrasto con le indicazioni comunicate ai residenti della zona. Dopo la chiamata ai soccorsi, secondo l’Idf, il movimento dell’ambulanza era stato coordinato.
La decisione di coinvolgere la Divisione investigativa della polizia militare è stata motivata dalle presunte carenze proprio nel coordinamento del mezzo della Mezzaluna Rossa. L’inchiesta dovrà quindi esaminare sia il fuoco contro l’automobile sia quanto accadde all’arrivo dei soccorritori.
L’apertura di un’indagine penale non equivale a un’accertata responsabilità: significa che il caso passa dalla revisione operativa alla verifica di eventuali condotte penalmente rilevanti.
L’Idf trasmette alla procura cinque casi esaminati
Il caso Hind Rajab rientra in un gruppo di cinque episodi ad alta esposizione mediatica sui quali l’Idf ha comunicato di aver assunto decisioni legali. Gli accertamenti preliminari sono condotti dal Meccanismo di accertamento e valutazione dello stato maggiore, indicato con la sigla Ffam, che esamina gli eventi operativi eccezionali e invia le proprie conclusioni alla procura militare.
Dall’inizio della guerra, secondo l’esercito, il Ffam ha completato l’esame di circa 150 episodi. Una seconda indagine penale è stata avviata per la morte di 15 palestinesi, tra cui personale medico e un dipendente delle Nazioni Unite, a Tel al-Sultan nel marzo 2025.
Una decisione diversa è stata presa per l’uccisione di sette dipendenti di World Central Kitchen e il danneggiamento dei loro veicoli a Deir al-Balah, il primo aprile 2024. Pur riconoscendo gravi carenze nel processo che aveva portato a ritenere che sui mezzi viaggiassero membri di Hamas, l’Idf ha concluso che le scelte dei comandanti non facevano emergere un ragionevole sospetto di condotta criminale e non ha chiesto un’inchiesta penale.
Per i familiari delle vittime, la distinzione tra revisione interna, indagine penale e possibile incriminazione è decisiva: ogni passaggio richiede una valutazione separata e non garantisce che si arrivi a un processo.
I gruppi israeliani dubitano dell’efficacia delle indagini
Organizzazioni israeliane per i diritti umani hanno accolto l’annuncio ricordando che le indagini sulla condotta dei militari nell’uccisione di palestinesi raramente si concludono con condanne. Dan Owen, ricercatore di Yesh Din, ha affermato che nell’ultimo decennio soltanto una parte «minuscola» degli accertamenti ha prodotto incriminazioni.
La nonna di Hind, che porta lo stesso nome della bambina, ha giudicato insufficiente il procedimento israeliano e ha chiesto un’inchiesta internazionale. La registrazione della telefonata della nipote, diffusa ampiamente, aveva trasformato il caso in un simbolo della sofferenza dei bambini nella Striscia e alimentato richieste di un accertamento indipendente.
Il film costruito attorno a quelle registrazioni ha dato alla vicenda una risonanza ulteriore anche in Italia grazie al riconoscimento ottenuto a Venezia. L’indagine annunciata dall’Idf apre ora un percorso formale, ma saranno gli atti della polizia militare e le successive decisioni della procura a stabilire se il procedimento avrà conseguenze penali.






























