«Il vantaggio fondamentale di Disney è la profondità del rapporto con i fan». Con queste parole Josh D’Amaro, al suo primo trimestre completo da amministratore delegato, ha collegato i risultati del gruppo alla strategia futura. Nel terzo trimestre fiscale, concluso il 27 giugno, la società di Burbank ha registrato ricavi per 25,25 miliardi di dollari statunitensi, in aumento del 7% su base annua, e un utile rettificato di 2,06 dollari per azione. In un memo ai dipendenti e nel confronto con gli analisti, D’Amaro ha indicato Disney+ e intelligenza artificiale tra le priorità.
- Il reddito operativo dei segmenti è aumentato del 21%, raggiungendo circa 5,5 miliardi di dollari statunitensi.
- Lo streaming in abbonamento ha più che raddoppiato il reddito operativo, portandolo a 712 milioni di dollari statunitensi.
- I primi elementi del nuovo ecosistema Disney+ dovrebbero arrivare nella primavera del 2027.
- La divisione Experiences ha ottenuto ricavi per 9,97 miliardi di dollari statunitensi e un reddito operativo di 3,02 miliardi.
Disney+ dovrà diventare il centro digitale del gruppo
«La nostra ambizione è che Disney+ diventi il fulcro digitale di Walt Disney Company», ha scritto D’Amaro. Il progetto va oltre l’attuale funzione di piattaforma per film e serie: il servizio dovrebbe integrare progressivamente giochi, prodotti e altre esperienze, con maggiore personalizzazione, contenuti esclusivi e vantaggi per gli abbonati.
Disney vuole trasformare Disney+ in un ecosistema di iscrizione capace di collegare intrattenimento, commercio e rapporto diretto con i fan.
Secondo D’Amaro, questa evoluzione dovrebbe aumentare il coinvolgimento, migliorare il valore dell’offerta e ridurre l’abbandono degli abbonamenti. Disney prevede di introdurre i primi elementi nella primavera del 2027, ma non ha precisato quali funzioni saranno disponibili inizialmente né in quali mercati.
Per gli utenti italiani questo significa che la direzione strategica è globale, mentre tempi, disponibilità e condizioni economiche locali restano da definire. In termini pratici, il successo non verrebbe più misurato soltanto attraverso la visione di film e serie, ma anche dalla frequenza e dall’ampiezza delle interazioni con i marchi Disney.
Il gruppo, che non comunica più il numero degli abbonati allo streaming, ha riferito che il reddito operativo dei servizi SVOD è salito a 712 milioni di dollari statunitensi, dai 329 milioni dell’anno precedente. I relativi ricavi hanno raggiunto 5,5 miliardi, con una crescita dell’11%. Disney intende inoltre triplicare il numero delle serie originali locali su Disney+ nei prossimi tre anni.
L’accordo con TikTok porta i contenuti dei fan nell’app
La strategia comprende un accordo globale con TikTok: una selezione di brevi contenuti creati dagli utenti e dedicati all’universo Disney sarà proposta anche nell’app Disney+. La collaborazione segnala la volontà di affiancare alle produzioni professionali forme di partecipazione già diffuse sulle piattaforme social.
Parallelamente, il business dei prodotti di consumo passerà dalla divisione Experiences a Entertainment. Disney ritiene che l’organizzazione possa avvicinare la gestione commerciale delle proprietà intellettuali agli studi che le creano.
D’Amaro difende un’intelligenza artificiale guidata dagli artisti
Nel memo, l’amministratore delegato ha affrontato anche il ruolo dell’intelligenza artificiale. «L’AI non riguarda semplicemente l’efficienza», ha scritto, spiegando che Disney intende usarla soprattutto per migliorare un processo creativo che dovrà restare «incentrato sull’uomo, guidato dagli artisti e dai creatori».
La dichiarazione definisce un principio, ma Disney non ha illustrato strumenti specifici, regole operative o modalità di applicazione dell’AI alle singole produzioni.
La distinzione è rilevante per chi lavora nei settori creativi: l’azienda presenta la tecnologia come supporto e non come sostituzione della direzione artistica. Senza ulteriori dettagli, tuttavia, non è ancora possibile stabilire come questo orientamento cambierà concretamente il lavoro negli studi.
Parchi e Toy Story 5 sostengono il trimestre
«Stiamo ottenendo risultati significativamente migliori della concorrenza», ha detto D’Amaro parlando dei parchi, nonostante l’incertezza macroeconomica. Negli Stati Uniti le presenze sono aumentate del 3% e la spesa per visitatore del 4%; il gruppo ha attribuito il risultato anche alle promozioni estive e alle nuove esperienze. Il reddito operativo dei parchi domestici è cresciuto del 27%, mentre quello delle attività internazionali di Experiences è diminuito del 13%.
La performance arriva mentre i viaggi internazionali verso gli Stati Uniti sono calati del 6%, secondo il World Travel & Tourism Council. Disney ha compensato la minore presenza internazionale con visitatori domestici e titolari di pass annuali.
Anche il cinema ha contribuito: Toy Story 5 ha superato un miliardo di dollari statunitensi al botteghino globale, sostenendo inoltre la visione degli altri film della saga su Disney+ e le vendite di prodotti collegati. In Borsa le azioni Disney sono salite di oltre il 2% nelle prime contrattazioni successive ai risultati.
Disney+ dovrebbe restare soprattutto una piattaforma video o diventare un unico ecosistema per contenuti, giochi e acquisti? Condividete la vostra opinione.






























