Le azioni Carvana sono scese di circa il 15% negli scambi after-hours di mercoledì, dopo che il rivenditore automobilistico ha previsto per il 2026 un EBITDA rettificato compreso tra 2,7 e 3 miliardi di dollari statunitensi. La forchetta è risultata inferiore ad alcune attese di Wall Street e ha oscurato un secondo trimestre nel quale la società ha superato diverse stime degli analisti. Subito dopo la pubblicazione dei conti il titolo aveva perso oltre il 20%, recuperando poi parte del terreno prima della prevista conference call con gli analisti.
- Carvana prevede un EBITDA rettificato 2026 tra 2,7 e 3 miliardi di dollari statunitensi.
- Nel secondo trimestre i ricavi hanno raggiunto 7,38 miliardi, contro i 6,91 miliardi stimati dagli analisti censiti da LSEG.
- Le vendite di veicoli sono aumentate del 38%, a 197.325 unità tra aprile e giugno.
- L’utile netto trimestrale è stato di 513 milioni di dollari, 205 milioni in più rispetto a un anno prima.
La guidance resta sotto alcune stime di Wall Street
La previsione annuale di Carvana si confronta con valutazioni differenti formulate dagli analisti: Deutsche Bank indicava una fascia compresa tra 3 e 3,2 miliardi di dollari, mentre Morgan Stanley stimava 4,45 miliardi.
Per la seconda metà dell’anno, la società si attende un EBITDA rettificato tra 1,3 e 1,6 miliardi di dollari. Il risultato sarebbe quindi relativamente stabile rispetto agli 1,4 miliardi realizzati nei primi sei mesi del 2026, cifra che comprende il massimo trimestrale di 769 milioni registrato tra aprile e giugno.
La reazione del mercato indica che, per gli investitori, il superamento delle stime trimestrali non ha compensato una prospettiva annuale meno elevata di quanto previsto da alcune banche.
L’EBITDA rettificato misura il risultato operativo prima di interessi, imposte, svalutazioni e ammortamenti, escludendo inoltre alcune componenti individuate dall’azienda. È un indicatore usato per confrontare la capacità operativa delle imprese, ma non coincide con l’utile netto né con la liquidità generata.
Ricavi e volumi crescono nel secondo trimestre
I risultati trimestrali hanno mostrato ricavi per 7,38 miliardi di dollari, superiori ai 6,91 miliardi attesi dal consenso raccolto da LSEG. L’utile netto è salito a 513 milioni, con un incremento di 205 milioni rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Tra aprile e giugno Carvana ha venduto 197.325 veicoli, il 38% in più su base annua. La società prevede inoltre che nel terzo trimestre le unità vendute al dettaglio aumentino rispetto al secondo.
Carvana non ha distinto le vendite di veicoli usati da quelle di modelli nuovi. Quest’ultima attività è in fase di espansione attraverso concessionarie Stellantis in franchising, rendendo la composizione dei volumi un elemento rilevante per valutare l’evoluzione del modello commerciale.
Il profitto lordo complessivo per veicolo, un parametro seguito dagli investitori per misurare quanto Carvana ricava mediamente da ogni unità, è diminuito di circa il 6% ed è rimasto sotto diverse previsioni degli analisti.
L’espansione pesa sul margine rettificato
Il margine EBITDA rettificato del trimestre si è attestato al 10,4%, due punti percentuali in meno rispetto a un anno prima, mentre Carvana porta avanti i propri programmi di espansione. La guidance per l’intero 2026, se raggiunta, supererebbe comunque il precedente massimo di 2,2 miliardi di dollari di EBITDA rettificato realizzato nel 2025.
L’amministratore delegato Ernie Garcia ha definito il secondo trimestre il decimo consecutivo caratterizzato, secondo la società, da crescita e redditività ai vertici del settore. Nella lettera trimestrale agli azionisti ha inoltre confermato l’obiettivo di arrivare a vendere 3 milioni di auto all’anno e conseguire un margine EBITDA rettificato del 13,5% tra il 2030 e il 2035.
Garcia ha indicato per Carvana una quota del 2% nel mercato delle auto usate vendute al dettaglio e dell’1,5% nell’intero commercio automobilistico. Per la società ciò lascia ampio spazio di crescita; per gli investitori, tuttavia, l’espansione dovrà essere valutata insieme alla capacità di difendere il profitto per veicolo e i margini.
La crescita delle vendite compensa una guidance sotto le attese? Condividete la vostra lettura dei conti Carvana.



























