Aston Martin sta valutando un possibile ritorno del cambio manuale, senza avere ancora deciso se adottare una trasmissione tradizionale oppure un sistema che ne riproduca l’esperienza di guida. L’amministratore delegato Adrian Hallmark ha spiegato a Road & Track che il problema principale non è reperire il cambio, ma renderlo compatibile con l’architettura elettronica delle vetture moderne. La casa deve inoltre stabilire se la domanda degli appassionati giustifichi l’investimento, mentre tra le opzioni considerate figura una configurazione simile a quella della Ferrari 12Cilindri Manuale.
- Aston Martin non ha escluso il ritorno di un vero cambio manuale.
- L’integrazione con elettronica, sicurezza e assistenza alla guida potrebbe avere costi elevati.
- La casa valuta anche un comando manuale simulato abbinato a una trasmissione automatica.
Le supercar manuali tornano sotto i riflettori
Il dibattito si è riacceso durante la Monterey Car Week, dove il cambio manuale è comparso su diversi nuovi modelli, tra cui GMSV S1, McLaren McL 6GT, Spyker C8 Preliator XXV e Kode89. Aston Martin ha invece seguito una strada diversa con la nuova Valen, dotata di un automatico a otto rapporti.
La Valen monta un V12 biturbo da 5,2 litri capace di erogare 850 CV (625 kW) e 1.000 Nm. Secondo i dati riportati, accelera da 0 a 60 miglia orarie, pari a 96 km/h, in tre secondi e raggiunge una velocità massima limitata elettronicamente a 344 km/h.
La scelta dell’automatico privilegia prestazioni e gestione elettronica, ma lascia aperta la richiesta di un maggiore coinvolgimento del guidatore.
Hallmark indica nell’elettronica l’ostacolo principale
Interpellato sulla possibilità di reintrodurre il cambio manuale, Hallmark ha ricordato che le precedenti Aston Martin con questa trasmissione utilizzavano una diversa architettura del veicolo e sistemi elettronici più datati. Per gli attuali modelli, ha osservato, servirebbe modificare l’intero sistema affinché possa dialogare correttamente con il cambio.
Il nodo riguarda soprattutto funzioni come il cruise control adattivo e i dispositivi di mitigazione delle collisioni. In un’auto manuale, l’intervento del conducente su frizione e rapporti deve essere coordinato con sistemi progettati per controllare automaticamente velocità e risposta del veicolo. Questo significa che il costo non dipenderebbe soltanto dalla componente meccanica, ma anche dallo sviluppo e dalla validazione del software.
La convivenza resta tecnicamente possibile: tutte le versioni della Toyota GR86 dispongono del cruise control adattivo, presente anche sulla Honda Civic Type R. Gli esempi non eliminano però il problema economico per Aston Martin, che deve valutare se il numero dei potenziali clienti possa rendere sostenibile un progetto dedicato.
La soluzione Ferrari resta un’ipotesi, senza decisioni annunciate
Tra le alternative, Hallmark ha citato la Ferrari 12Cilindri Manuale. Il suo sistema utilizza una trasmissione automatica a doppia frizione con otto rapporti, ma offre al guidatore una leva con schema a sei marce e un pedale della frizione, simulando così l’interazione di un manuale tradizionale.
Per Aston Martin una configurazione di questo tipo potrebbe conservare l’esperienza tattile richiesta dagli appassionati senza rinunciare alla base elettronica di un cambio moderno.
La casa non ha tuttavia annunciato un modello, una data o un programma di sviluppo. La fase successiva resta quindi una valutazione tra tre elementi: fattibilità tecnica, costi di integrazione e domanda effettiva. Per i clienti questo significa che il ritorno del cambio manuale è una possibilità, non ancora un prodotto confermato.
Preferireste un vero cambio manuale su una futura Aston Martin o una soluzione simulata ma compatibile con i sistemi moderni?






























