ByteDance dovrà rafforzare le protezioni della proprietà intellettuale nei suoi strumenti di intelligenza artificiale generativa, compresi Seedance e Seedream. È l’effetto del memorandum d’intesa annunciato lunedì con la Motion Picture Association (MPA), l’associazione che rappresenta gli interessi di importanti studi cinematografici e televisivi. Il quadro concordato riguarda la generazione di video e immagini e si estende ai modelli utilizzati attraverso TikTok, la joint venture statunitense TikTok USDS, CapCut e Dreamina. L’intesa arriva dopo mesi di confronto, avviato in seguito alle contestazioni sull’uso non autorizzato di personaggi, opere protette e sembianze di attori.
- Il memorandum stabilisce un quadro condiviso per proteggere la proprietà intellettuale nei servizi di IA generativa di ByteDance.
- L’accordo comprende Seedance, Seedream e i modelli integrati in TikTok, TikTok USDS, CapCut e Dreamina.
- Il confronto era iniziato dopo una lettera di diffida inviata dalla MPA a ByteDance a febbraio.
- Le versioni Seedance 2.5 e Seedream 5.0 Pro incorporano, secondo la MPA, progressi nelle protezioni.
Per studi, autori e interpreti, l’accordo significa che le barriere contro la riproduzione non autorizzata delle loro opere o sembianze dovrebbero essere applicate direttamente negli strumenti con cui gli utenti creano immagini e video.
La diffida è arrivata dopo i video con Cruise e Pitt
Il caso era esploso con Seedance 2.0 e Seedream 5.0 Lite. Gli utenti avevano impiegato gli strumenti di ByteDance per rielaborare materiale riconducibile ai grandi studi, producendo anche un video generato dall’IA nel quale Tom Cruise e Brad Pitt combattevano tra loro.
A febbraio la MPA aveva inviato a ByteDance una lettera di cessazione e desistenza, accusando la società di non rispettare le norme sul copyright. L’associazione aveva contestato sia l’impiego di contenuti protetti sia la riproduzione delle sembianze di personaggi noti.
Dopo quella presa di posizione, le parti hanno avviato un confronto durato diversi mesi. Charles Rivkin, presidente e amministratore delegato della MPA, ha affermato che il dialogo ha portato all’introduzione di «barriere significative» in Seedance e Seedream e che il memorandum servirà a consolidarle ulteriormente.
La MPA ha indicato le recenti versioni Seedance 2.5 e Seedream 5.0 Pro come prova dei progressi compiuti da ByteDance nella tutela della proprietà intellettuale. John Rogovin, responsabile legale del gruppo tecnologico, ha definito il memorandum un quadro per proseguire la collaborazione mentre la tecnologia evolve su prodotti e piattaforme differenti.
Il memorandum non chiude il conflitto tra IA e copyright
Un memorandum d’intesa fissa principi e modalità di collaborazione tra le parti, ma l’annuncio non dettaglia il funzionamento tecnico dei filtri né stabilisce una decisione giudiziaria sui contenuti già generati. Resta quindi distinto dalle cause con cui i tribunali sono chiamati a stabilire se l’addestramento dei modelli o i loro risultati violino il copyright.
L’intesa sposta una parte del controllo a monte: non soltanto contestazioni dopo la pubblicazione, ma limiti incorporati nei sistemi prima che un’immagine o un video vengano prodotti.
La questione rimane aperta nel resto del settore. Warner Bros., NBCUniversal e The Walt Disney Company hanno citato in giudizio Midjourney, contestando sia i risultati generati dai suoi modelli sia l’uso di materiale protetto durante l’addestramento. Midjourney sostiene invece che tale impiego rientri nel principio del fair use previsto dall’ordinamento statunitense.
La MPA comprende tra i suoi membri Disney, Paramount e Warner Bros. Discovery. La sua funzione è rappresentare il settore cinematografico e televisivo su temi come copyright, distribuzione e tutela delle opere. L’accordo con ByteDance non costituisce dunque una regola generale per tutta l’IA generativa, ma può offrire un modello di cooperazione tra titolari dei diritti e gestori delle piattaforme.
Le protezioni si estendono oltre i generatori specializzati
Il rilievo dell’accordo non si limita a Hollywood o agli strumenti destinati agli sviluppatori. Coinvolgendo applicazioni come TikTok e CapCut, il quadro raggiunge servizi utilizzati per creare e distribuire contenuti audiovisivi. Anche per il pubblico italiano questo implica che le limitazioni potrebbero emergere direttamente durante la generazione o il montaggio, anziché soltanto dopo la pubblicazione.
Resta inoltre la distinzione tra copyright e diritto all’immagine: il primo protegge opere e personaggi nei limiti previsti dalla legge, mentre il secondo riguarda l’uso riconoscibile delle sembianze di una persona. I video sintetici possono coinvolgere entrambi gli ambiti, rendendo necessarie protezioni capaci di valutare non soltanto i file caricati, ma anche le richieste impartite dagli utenti e i risultati prodotti.
I limiti integrati nei generatori di IA sono una tutela efficace o rischiano di restringere troppo gli usi creativi? Condividete la vostra opinione sull’accordo tra ByteDance e la MPA.






























