«Non lavoro da un anno, da quando ho girato “L’Odissea”»: Samantha Morton ha affidato al podcast “Happy Sad Confused”, in una puntata diffusa lunedì 3 agosto, una riflessione sulla propria situazione professionale dopo le riprese del film di Christopher Nolan, concluse nel 2025. L’attrice britannica, due volte candidata all’Oscar e interprete della maga Circe, ha collegato lo stop anche alla sua età: «Ho degli ottimi agenti e un manager, ma alla fine dei conti ho 49 anni». Il prestigio del progetto, ha spiegato, non ha quindi cancellato l’incertezza che accompagna il mestiere.
- Morton afferma di non aver lavorato per un anno dopo le riprese dell’“Odissea”.
- Nel film di Christopher Nolan interpreta Circe accanto a Matt Damon.
- L’attrice ha raccontato anche la sostituzione con Scarlett Johansson in “Her”.
- Deadline riferisce che Morton è stata scelta per i progetti “Love and War” e “Dirty”.
Morton lega lo stop all’età e ai nuovi equilibri del settore
«Credo di essere una brava attrice, ma ci sono altri bravi attori là fuori», ha osservato Morton durante l’intervista. «Le dinamiche politiche del settore sono cambiate radicalmente». Le sue parole non descrivono soltanto la concorrenza tra interpreti: mettono al centro la difficoltà di trasformare un ruolo apprezzato in una continuità di incarichi.
Per Samantha Morton, il successo artistico dell’“Odissea” non si è tradotto automaticamente in nuovo lavoro già svolto.
La distinzione è importante anche alla luce dei prossimi impegni riportati da Deadline. Morton è stata scelta per il thriller di salvataggio “Love and War”, diretto da Lisa Mulcahy, e per la serie crime di Amazon “Dirty”, insieme a Phoebe Dynevor. Essere associati a produzioni future, tuttavia, non equivale necessariamente ad avere già iniziato le riprese: nel cinema e nella televisione può passare del tempo tra l’annuncio del cast e il lavoro effettivo sul set. Le due informazioni, dunque, non sono di per sé incompatibili.
Morton ha comunque espresso fiducia nella possibilità di proseguire la carriera, nonostante gli «alti e bassi». L’incontro con Nolan resta per lei un punto di svolta personale: «Sono felice ora», ha detto, spiegando che poter lavorare con il regista ha avuto un valore indipendente da ciò che accadrà in seguito.
La chiamata di Nolan le ha restituito fiducia
Quando il suo team le comunicò che Christopher Nolan desiderava incontrarla, Morton scoppiò a piangere. Dopo un primo colloquio e la lettura della sceneggiatura, non sapeva ancora se il contatto avrebbe portato a un’offerta. La successiva proposta per Circe le diede, ha raccontato, «speranza e fiducia» nella possibilità che un lavoro costante e di qualità venga notato dalle persone giuste.
L’attrice aveva già sottolineato quanto ruoli simili diventino meno frequenti con l’avanzare dell’età. La sua osservazione rende esplicito il significato dello stop: anche una parte centrale in un film molto esposto non garantisce il progetto successivo, mentre ogni nuova selezione continua a dipendere dalle scelte di produttori, registi e responsabili del casting.
La carriera di Morton comprende “Minority Report”, “The Walking Dead”, “Sweet and Lowdown” e “In America”. Ha ricevuto due candidature agli Oscar, un Golden Globe nel 2007 per “Longford” e il BAFTA Fellowship nel 2024. Variety ha inoltre indicato la sua Circe come la migliore interpretazione del vasto cast dell’“Odissea”.
La sostituzione in “Her” resta una ferita professionale
Nel podcast Morton è tornata anche su uno dei momenti più dolorosi della sua esperienza a Hollywood. In “Her” era stata inizialmente la voce di Samantha, l’assistente virtuale con cui il personaggio interpretato da Joaquin Phoenix sviluppa una relazione. L’attrice recitò le battute sul set, ma la sua voce venne poi sostituita in post-produzione da quella di Scarlett Johansson.
«Ero triste. Fa male quando vieni licenziata da qualcosa», ha ricordato Morton.
Secondo l’attrice, la sua Samantha era «molto diversa» e fortemente inglese. Avrebbe voluto un’altra opportunità in sala di registrazione, magari usando un accento americano, ma ha anche elogiato la voce «bellissima» ed «evocativa» di Johansson. L’episodio mostra un aspetto specifico del lavoro vocale: una prestazione già utilizzata durante le riprese può ancora essere modificata o sostituita nella fase di montaggio e post-produzione.
Le parole di Samantha Morton descrivono un problema di età nel casting o la normale incertezza del lavoro cinematografico? Condividete la vostra opinione.






























