«Austin sembra aver interrotto da un paio di settimane le corse supervisionate»: con queste parole Ethan McKanna, creatore di Robotaxi Tracker, ha descritto a The Verge il cambiamento nel servizio Tesla Robotaxi della città texana. Nelle ultime due settimane, tutti i 170 viaggi registrati dalla piattaforma collaborativa si sono svolti senza un addetto alla sicurezza a bordo e hanno coinvolto 54 vetture. L’indicazione non arriva direttamente da Tesla, che non pubblica dati dettagliati sulla flotta, ma coincide con le segnalazioni diffuse da alcuni utenti sui social network.
- Robotaxi Tracker ha rilevato 170 corse senza supervisori a bordo su 54 Tesla ad Austin.
- Il monitoraggio riguarda le ultime due settimane ed è basato soprattutto sui dati raccolti dagli utenti.
- Il Cybercab potrebbe entrare nel servizio Robotaxi di Austin entro la fine del mese.
- Nella flotta cittadina risultano registrate 186 Tesla Model Y.
Il dato più significativo non è che ogni Tesla presente ad Austin sia certamente senza supervisione, ma che nessuna delle 170 corse osservate dal tracker abbia avuto un addetto alla sicurezza a bordo.
McKanna ha spiegato che targhe precedentemente classificate come appartenenti a veicoli supervisionati sono state successivamente associate a corse senza personale a bordo. Lo stesso osservatore ha rilevato un aumento anche a Dallas e Houston, dove nell’ultima settimana avrebbero operato circa 30 Tesla senza conducente.
Il quadro appare diverso da quello restituito in precedenza dalla piattaforma: ancora la scorsa settimana il sito mostrava soltanto 28 veicoli non supervisionati distribuiti tra sei mercati del Texas e della Florida. Una parte dell’aumento dipende però dall’aggiornamento delle fonti e dei criteri utilizzati dal tracker, i cui dati erano rimasti indietro rispetto alle operazioni effettive.
Il monitoraggio collaborativo colma il silenzio di Tesla
Robotaxi Tracker utilizza principalmente le corse registrate automaticamente dagli utenti dell’app, integrandole con informazioni pubbliche e altri contributi collaborativi. Non si tratta quindi di un censimento ufficiale e i suoi numeri non consentono di stabilire con certezza la composizione completa della flotta.
Anche le 54 auto osservate e le 186 Model Y registrate ad Austin misurano aspetti differenti: il primo valore riguarda i mezzi comparsi nelle corse monitorate, il secondo la flotta registrata. Confrontarli direttamente come se indicassero la stessa cosa porterebbe quindi a conclusioni improprie.
Tesla non ha risposto alla richiesta di commento citata da The Verge. L’assenza di informazioni aziendali dettagliate rende le rilevazioni esterne uno dei pochi strumenti disponibili per seguire l’evoluzione del servizio, ma impone cautela nel trasformarle in una conferma definitiva sull’intera flotta.
Il Cybercab prepara il passaggio ai passeggeri
Il cambiamento arriva mentre Tesla si prepara ad aggiungere il Cybercab al servizio di Austin. Secondo fonti anonime citate da The Information, il debutto pubblico sarebbe previsto entro la fine del mese, dopo le prove riservate ai dipendenti sulle strade private vicine alla sede dell’azienda. Tesla ha inoltre completato una formazione di emergenza con i soccorritori di Austin dedicata alla gestione di problemi legati al nuovo veicolo.
Per il Cybercab, eliminare la necessità di un supervisore non è soltanto un obiettivo operativo: è un requisito centrale per un veicolo progettato senza volante e pedali tradizionali.
Resta tuttavia un elemento di incertezza. Prototipi recenti sono stati avvistati sia con sia senza comandi convenzionali, e non è stato chiarito quale configurazione verrà introdotta inizialmente nel servizio. La produzione è cominciata in Texas a luglio, mentre quella su larga scala non è attesa prima del prossimo anno.
Tesla ha anche annunciato un concorso per gli utenti che effettueranno corse entro il 23 agosto: alcuni saranno scelti per partecipare all’evento di lancio, la cui data non è stata resa pubblica. Non è noto se l’invito comprenderà una corsa sul Cybercab.
Il confronto con Waymo ridimensiona la portata del passo
Elon Musk ha dichiarato durante l’ultima comunicazione sui risultati finanziari che il programma Robotaxi crescerà «molto, molto rapidamente», senza però indicare nuovi obiettivi sul numero di mezzi o città. Ad Austin, Waymo gestisce più di 300 veicoli senza conducente: il confronto mostra che il passaggio alle corse prive di supervisori rappresenterebbe un avanzamento per Tesla, ma non equivale ancora a una diffusione su scala paragonabile al principale concorrente.
Per gli utenti, la differenza pratica riguarda soprattutto il ruolo dell’intervento umano: un’auto senza personale a bordo deve affidarsi ai propri sistemi e all’eventuale assistenza remota prevista dall’operatore. Il debutto del Cybercab servirà dunque a capire se Tesla è pronta a trasferire questa impostazione da una flotta di Model Y a un mezzo costruito appositamente per il trasporto autonomo.
Il passaggio alle corse senza supervisori vi renderebbe più propensi a usare un Tesla Robotaxi, oppure preferireste ancora la presenza di un addetto a bordo?






























