Volodymyr Zelensky ha rimosso Iryna Mudra dall’incarico di vicecapo dell’ufficio presidenziale ucraino, mentre il Nabu conduce un blitz anticorruzione su un presunto gruppo legato a parlamentari, dirigenti pubblici e vertici di Sense Bank. Secondo gli investigatori, l’organizzazione avrebbe riciclato 150 milioni di grivne, pari a 2,9 milioni di euro secondo una delle ricostruzioni e a 3,35 milioni di dollari secondo un’altra, per finanziare la cauzione dell’ex ministro dell’Energia Herman Galushchenko. Il decreto di licenziamento, pubblicato mercoledì, non indica le ragioni della decisione.
- Zelensky ha firmato il decreto che rimuove Iryna Mudra dall’ufficio presidenziale.
- Il Nabu indaga sul presunto riciclaggio di 150 milioni di grivne attraverso Sense Bank.
- Le perquisizioni hanno interessato Mudra, il deputato Vadym Stolar e locali collegati ad altri soggetti coinvolti nell’inchiesta.
- Stolar ha confermato gli accertamenti nella propria abitazione e ha dichiarato di collaborare con gli investigatori.
Le perquisizioni anticipano il decreto di Zelensky
L’operazione, denominata “Forrest Gump”, è partita mercoledì con perquisizioni nelle abitazioni di Mudra e del parlamentare Vadym Stolar. Gli investigatori hanno inoltre esaminato locali collegati all’ex deputato Maksym Mykytas e alla banca statale Sense Bank.
Stolar ha confermato sui social la presenza del Nabu nella propria abitazione, affermando di collaborare pienamente e di non ostacolare il lavoro delle forze dell’ordine. Poche ore dopo, Zelensky ha firmato il provvedimento di rimozione di Mudra, che nell’ufficio presidenziale seguiva il sistema giudiziario e la relativa riforma.
Il decreto non collega formalmente il licenziamento all’indagine: l’accostamento deriva dalla coincidenza temporale con il blitz e dalle ricostruzioni pubblicate dai media ucraini.
Il Nabu ha descritto una presunta organizzazione guidata da un parlamentare in carica e da un ex deputato, con il coinvolgimento di alti funzionari della presidenza e di dirigenti della banca. Le autorità anticorruzione non hanno indicato pubblicamente tutti i nomi, richiamando i limiti previsti dalla legislazione ucraina.
Sense Bank sarebbe stata utilizzata per trasferire la cauzione
Al centro dell’indagine c’è Sense Bank, passata sotto il controllo dello Stato nel luglio 2023 con l’obiettivo dichiarato di evitare minacce alla stabilità finanziaria ucraina. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, alcuni funzionari dell’ufficio presidenziale ne avrebbero ottenuto il “controllo effettivo” all’inizio di giugno.
Il gruppo avrebbe avuto la necessità di far transitare denaro contante destinato alla cauzione di Galushchenko, arrestato a febbraio nell’ambito dell’inchiesta “Midas”. Quest’ultima riguarda un presunto sistema di tangenti da 100 milioni di dollari negli appalti del settore energetico. Il coordinamento dei trasferimenti sarebbe stato affidato a Mykytas, nelle cui società doveva arrivare la somma necessaria.
Le verifiche antiriciclaggio interne rappresentavano però un ostacolo. Nelle conversazioni diffuse dal Nabu, un intermediario avrebbe riferito che il sistema di monitoraggio della banca sottoponeva le operazioni sospette a controlli più rigorosi e all’esame manuale di un dipendente. Il presidente del consiglio di amministrazione Oleh Stupak avrebbe prospettato la possibilità di mettere temporaneamente il sistema in “manutenzione” durante l’arrivo di un bonifico.
Una dirigente del dipartimento antiriciclaggio avrebbe inoltre tentato di fermare le prime transazioni. Secondo le intercettazioni illustrate dagli investigatori, Mudra e Mykytas avrebbero discusso del suo possibile licenziamento qualora non avesse autorizzato le operazioni.
Se confermata, l’accusa significherebbe che i controlli di una banca pubblica sarebbero stati aggirati proprio da persone in grado di influenzarne la gestione.
L’inchiesta riporta l’anticorruzione al centro della politica
Il Nabu è l’organismo incaricato di investigare sui casi di corruzione che coinvolgono figure di alto livello. La sua autonomia è particolarmente rilevante perché l’efficacia delle istituzioni anticorruzione e dello Stato di diritto rientra nel percorso con cui l’Ucraina punta ad avvicinarsi all’Unione europea.
A dicembre, lo stesso organismo aveva accusato cinque parlamentari della fazione presidenziale Servitore del Popolo di aver ricevuto denaro in cambio di voti. Il nuovo blitz anticorruzione non prova responsabilità individuali, ma amplia la pressione politica sull’amministrazione Zelensky perché coinvolge direttamente l’ufficio presidenziale e una banca controllata dallo Stato.
Per il dibattito europeo, la vicenda conta dunque oltre i suoi risvolti giudiziari: mostra quanto la capacità di indagare anche ai vertici del potere sia legata alla credibilità istituzionale di Kiev nel suo percorso verso l’Unione.
Secondo voi, la rimozione immediata di Mudra rafforza la risposta di Zelensky o rischia di apparire come una decisione presa prima degli esiti dell’indagine?






























