«Assolutamente necessaria e incontestabile»: così Arsène Wenger ha definito la decisione di ritirare il progetto legato alla Forward Enterprise, descritto come un piano per privatizzare i Mondiali. La presa di distanza dell’ex allenatore dell’Arsenal, oggi responsabile dello sviluppo mondiale del calcio, si aggiunge alle dure parole del segretario generale della Fifa Mattias Grafström. Mentre il dissenso raggiunge i vertici dell’organizzazione, secondo un’esclusiva del Guardian anche i 41 Paesi della Concacaf starebbero valutando se togliere il proprio sostegno a Gianni Infantino in vista delle elezioni del novembre 2027.
- Wenger afferma di non essere stato coinvolto nel progetto e di averlo conosciuto attraverso i media.
- Grafström ha parlato allo staff della Fifa di eventi «tristi e riprovevoli».
- Secondo il Guardian, i 41 Paesi della Concacaf valutano il ritiro del sostegno a Infantino.
- Victor Montagliani non ha ancora deciso se candidarsi alla presidenza della Fifa.
Wenger prende le distanze dal progetto ritirato
In una nota, Wenger ha chiarito di non aver partecipato alla preparazione del progetto della Forward Enterprise, indicata anche con la sigla Ffe. Ha spiegato di averne appreso l’esistenza soltanto attraverso gli organi di informazione.
Wenger ha inoltre ribadito di volere una Fifa «indipendente, trasparente e al servizio del calcio».
Il peso della dichiarazione deriva anche dall’incarico ricoperto dall’ex tecnico francese all’interno della federazione. La Fifa governa il calcio internazionale e coordina competizioni, regole e rapporti tra le associazioni nazionali: una critica proveniente da un suo dirigente non equivale quindi soltanto a una contestazione esterna, ma segnala una frattura nella gestione del progetto.
Grafström denuncia allo staff eventi difficili da accettare
Anche Mattias Grafström, segretario generale e numero due della Fifa, ha espresso una valutazione molto dura. In una mail inviata al personale ha descritto quanto accaduto come «una serie di eventi tristi e riprovevoli, difficili da comprendere e accettare».
Le parole di Grafström portano la contestazione direttamente ai vertici amministrativi dell’organizzazione presieduta da Infantino.
Le dichiarazioni di Wenger e Grafström arrivano a una settimana dalle dimissioni di Carlos Cordeiro, consigliere senior del presidente. Anche il direttore operativo Kevin Lamour aveva criticato la gestione del caso, affermando che la dirigenza era stata «ingannata» da Infantino. Il quadro si somma alle contestazioni già emerse nell’area Uefa.
I 41 Paesi della Concacaf riesaminano il loro appoggio
Il fronte più delicato per Infantino potrebbe però aprirsi oltre l’Europa. Secondo il Guardian, tutti i 41 Paesi riuniti nella Concacaf — la confederazione del Nord America, dell’America Centrale e dei Caraibi — starebbero considerando la possibilità di ritirare il sostegno al presidente della Fifa.
Prima dei Mondiali, quelle federazioni avevano inviato lettere a Infantino per appoggiarne la candidatura. Nel gruppo figurano anche gli Stati Uniti. Secondo la ricostruzione citata, la federazione statunitense sarebbe insoddisfatta soprattutto per le polemiche sui rapporti tra Infantino e Donald Trump in relazione al caso Folarin Balogun, pur potendo esitare a esporsi direttamente per la sensibilità politica della questione.
Se il ripensamento diventasse una decisione comune, per Infantino significherebbe perdere un blocco di sostegno che in precedenza si era espresso apertamente a suo favore; al momento, tuttavia, la fonte parla di una valutazione e non di una rottura già formalizzata.
Montagliani resta una possibile alternativa nel 2027
Il Guardian indica il presidente della Concacaf Victor Montagliani come un possibile sfidante di Infantino alle elezioni Fifa del 2027. Il dirigente canadese non ha ancora scelto se candidarsi e, in una recente intervista allo stesso quotidiano, ha dichiarato di voler ottenere la rielezione alla guida della confederazione, chiamata anch’essa al voto nel 2027.
Una sua eventuale candidatura cambierebbe il significato politico del dibattito interno alla Concacaf, trasformando la perdita di fiducia in Infantino nella possibile costruzione di un’alternativa. Per il calcio italiano la vicenda non è distante: la governance della Fifa incide sull’organizzazione delle competizioni internazionali e sui rapporti tra tutte le federazioni nazionali, comprese quelle appartenenti alla Uefa.
Le critiche interne alla Fifa peseranno più dell’eventuale cambio di posizione della Concacaf? Condividete la vostra valutazione sulla leadership di Infantino.






























