Il rover Curiosity della NASA ha individuato nella valle marziana soprannominata «Valle Grande» un vasto campo di fratture poligonali, strutture a nido d’ape larghe circa 4-8 centimetri. Il panorama a 360 gradi, ripreso il 19 e 20 giugno durante i sol 4.930 e 4.931, mostra i poligoni estendersi in ogni direzione fino al limite visibile dal rover. Curiosity ne aveva già incontrato piccoli gruppi, ma secondo la NASA questa è l’area più ampia osservata finora dalla missione, mentre il veicolo iniziava a risalire la valle.
- Le fratture poligonali misurano circa 4-8 centimetri di larghezza.
- Il panorama è stato realizzato durante i giorni marziani 4.930 e 4.931 della missione.
- Le strutture ricoprono anche i fianchi di un rilievo vicino alto circa 6 metri.
- Il gruppo scientifico ha esaminato forma e composizione chimica dei poligoni.
Le strutture ricoprono la valle fino all’orizzonte
Le immagini mostrano una tessitura geometrica continua che circonda il rover e raggiunge anche i lati di un rilievo soprannominato «Miraflores». La formazione, alta circa 6 metri, è sormontata da uno spesso strato di sabbia.
La novità non è la forma dei poligoni, già documentata altrove da Curiosity, ma la loro estensione nell’area di Valle Grande.
Ashwin Vasavada, responsabile scientifico del progetto presso il Jet Propulsion Laboratory della NASA nella California meridionale, ha descritto il paesaggio come un «mare di poligoni». Il gruppo della missione ne ha misurato attentamente la geometria e la composizione chimica, nella speranza che i dati contengano indizi sul processo che li ha generati.
Il riferimento ai sol indica il sistema usato nelle missioni per numerare i giorni trascorsi su Marte. Questo conteggio permette di collocare osservazioni e attività del rover nella cronologia marziana, distinta da quella terrestre.
L’origine dei poligoni resta ancora da chiarire
In precedenti siti esplorati dalla missione, alcune strutture analoghe erano chiaramente crepe lasciate dal fango. La forma a nido d’ape, tuttavia, non ha una sola possibile spiegazione: può essere prodotta anche da cicli di riscaldamento e raffreddamento oppure dalla compressione dei sedimenti sepolti, capace di espellerne l’acqua.
Per questo la presenza dei poligoni non basta, da sola, a dimostrare che Valle Grande ospitasse acqua in superficie. Sarà necessario interpretare insieme morfologia e chimica del terreno, mantenendo aperte le diverse ipotesi indicate dalla NASA.
La scala del ritrovamento conta perché un’area continua e molto estesa potrebbe permettere agli scienziati di verificare quanto siano uniformi le caratteristiche del terreno e quali spiegazioni risultino compatibili con i dati.
Il ritrovamento si inserisce nella ricerca sull’antico Marte
Curiosity è atterrato su Marte il 5 agosto 2012 e dal 2014 risale il Monte Sharp, una montagna alta circa 5 chilometri. Secondo la ricostruzione della NASA, miliardi di anni fa laghi e corsi d’acqua erano presenti sulle sue pendici inferiori.
Durante la missione il rover ha trovato cristalli di zolfo, meteoriti lucenti e numerose formazioni geologiche. Ha inoltre raccolto prove che l’antico ambiente marziano disponesse di acqua, elementi chimici e nutrienti compatibili con la possibilità di sostenere vita microbica.
Curiosity ha rilevato anche molecole basate sul carbonio considerate precursori di RNA e DNA. Gli scienziati non possono però stabilire se siano state prodotte da processi biologici o geologici. In termini scientifici, quindi, un ambiente potenzialmente abitabile non equivale alla prova che sia stato realmente abitato.
I dati dovranno distinguere fra acqua, temperatura e pressione
Il passaggio successivo è l’interpretazione delle misure già raccolte. Forma e composizione chimica dovranno essere confrontate con i diversi meccanismi capaci di produrre fratture poligonali, senza attribuire automaticamente il paesaggio all’essiccazione del fango.
Per la ricerca su Marte, chiarire l’origine di queste strutture significherebbe aggiungere un nuovo elemento alla ricostruzione delle trasformazioni subite nel tempo dai sedimenti del Monte Sharp e di Valle Grande.
Secondo voi, quale aspetto dei poligoni marziani dovrebbe essere approfondito per primo: la composizione chimica o la loro formazione geometrica?



























