Tesla ha firmato due accordi di lungo periodo per acquistare elettricità da progetti solari su scala industriale con una capacità prevista complessiva di circa 600 megawatt. Le intese, annunciate martedì separatamente da ContourGlobal e Zelestra, riguardano Project Sterling, un impianto solare con batterie in Arizona, e Lumen Farm, un progetto da 140 megawatt nel nord-est del Texas. Le società non hanno precisato quali attività di Tesla utilizzeranno l’energia, ma gli accordi arrivano mentre il gruppo guidato da Elon Musk punta su infrastrutture per intelligenza artificiale e robotica caratterizzate da rilevanti fabbisogni elettrici.
- Tesla comprerà un terawattora all’anno da Project Sterling, pari a circa il 90% della produzione attesa.
- L’azienda acquisterà l’intera produzione del progetto texano Lumen Farm da 140 megawatt.
- Le operazioni commerciali sono previste dal 2028 per Sterling e dal 2029 per Lumen Farm.
- Nessuna delle due intese indica quali strutture Tesla saranno alimentate dall’energia acquistata.
Due accordi assicurano a Tesla quasi tutta la produzione
In base all’intesa con ContourGlobal, Tesla acquisterà ogni anno un terawattora di elettricità da Project Sterling. La quantità rappresenta circa il 90% della produzione prevista dell’impianto ed equivale, secondo il produttore energetico, ai consumi annuali di circa 100.000 abitazioni statunitensi.
Il secondo accordo riguarda Lumen Farm, sviluppato da Zelestra nel nord-est del Texas. Tesla ne comprerà l’intera produzione. L’amministratore delegato di Zelestra, Phil North, ha dichiarato che il progetto sosterrà il crescente fabbisogno energetico dell’azienda nello Stato.
Nel loro insieme, le intese trasformano Tesla in un acquirente rilevante di energia solare su scala industriale, senza però chiarire dove quella fornitura sarà impiegata.
Gli accordi di acquisto di energia a lungo termine permettono normalmente a un grande consumatore di assicurarsi volumi per un periodo esteso e offrono allo sviluppatore maggiore prevedibilità sui ricavi del progetto. In questo caso, l’impegno di Tesla copre quasi tutta la produzione attesa di Sterling e tutta quella di Lumen Farm.
L’intelligenza artificiale cambia il ruolo del solare in Tesla
La nuova strategia si distingue dall’ingresso di Tesla nel solare residenziale. Nel 2016 Musk presentò l’acquisizione di SolarCity per 2,6 miliardi di dollari, circa 2,2 miliardi di euro, come il tassello di un sistema integrato formato da pannelli domestici, batterie e veicoli elettrici.
Quell’attività non è scomparsa: nell’aggiornamento agli azionisti del primo trimestre, pubblicato ad aprile, Tesla ha riferito di avere avviato consegne significative ai clienti di pannelli solari residenziali prodotti nella Gigafactory di New York. L’azienda continua inoltre a vendere le batterie domestiche Powerwall.
Il baricentro delle ambizioni di Musk si sta però spostando verso la rete e gli utilizzi industriali. Tesla ha avvertito gli investitori che i data center necessari per servizi e prodotti basati sull’AI avranno esigenze energetiche sostanziali. Ad aprile ha inoltre previsto per il 2026 spese in conto capitale superiori a 25 miliardi di dollari, circa 21 miliardi di euro, destinate a fabbriche e infrastrutture per iniziative che comprendono Robotaxi e il robot umanoide Optimus.
Per Tesla, assicurarsi nuova energia solare significa preparare una possibile base elettrica per l’espansione dell’AI, ma gli accordi non consentono ancora di collegare i due progetti a specifici data center, fabbriche o servizi.
Nella conference call del 22 luglio, Musk ha sostenuto che la disponibilità di energia rappresenta già un problema rilevante per l’intelligenza artificiale e che gli operatori di grandi infrastrutture cloud faticano a ottenere elettricità sufficiente per il calcolo. A gennaio aveva indicato nel solare abbinato alle batterie la soluzione migliore per aggiungere capacità alla rete.
I primi flussi sono attesi dal 2028
ContourGlobal prevede l’avvio delle operazioni commerciali di Project Sterling nel 2028 e ha definito l’impianto la maggiore risorsa rinnovabile mai realizzata dalla società. Zelestra punta invece alla piena operatività di Lumen Farm entro il 2029.
Finché Tesla non specificherà la destinazione dell’energia, resta aperta la questione centrale: le forniture potrebbero sostenere attività industriali, infrastrutture di calcolo o altri consumi aziendali. I portavoce di Tesla, ContourGlobal e Zelestra non hanno risposto alle richieste di chiarimento citate dalla fonte.
Secondo voi, Tesla dovrebbe destinare questa energia soprattutto ai data center per l’AI oppure alla produzione di veicoli e batterie?



























