«Gente normale»: così un vicino descrive la coppia di trentaduenni nella cui abitazione, nel centro storico di Orange, nel sud-est della Francia, la polizia ha trovato resti che potrebbero appartenere a cinque neonati. La scoperta è avvenuta lunedì sera, dopo che la donna aveva partorito in casa un bambino in buona salute ed era stata accompagnata in ospedale. Il compagno avrebbe rinvenuto nelle scatole ciò che sembrava essere materiale umano e avvisato l’ospedale, che ha informato la procura. È stata aperta un’inchiesta per omicidio.
- Un medico legale ritiene che i resti possano appartenere a cinque neonati.
- Il ritrovamento è avvenuto in alcune scatole di cartone nell’appartamento della coppia a Orange.
- La donna è ancora ricoverata e non è stata interrogata dagli investigatori.
- La coppia ha altri due figli, di otto e nove anni, oltre al bambino appena nato.
I vicini descrivono una famiglia che appariva tranquilla
Nel quartiere la notizia ha suscitato sconcerto. Florent Jean, che abita in un vicolo vicino, ha definito i due «affascinanti» e ha raccontato che nulla, nella loro vita quotidiana, sembrava fuori dall’ordinario. La famiglia si era trasferita nell’edificio circa due anni fa e i due figli frequentavano la scuola elementare della zona.
Secondo Jean, la madre andava a prendere i bambini a scuola anche all’ora di pranzo, mentre il compagno usciva al mattino per lavorare e tornava la sera. «Gente normale», ha ripetuto il vicino parlando con l’Afp.
Un altro residente, Philippe Constant, ha riferito di essere stato svegliato intorno alle 23 dagli agenti, che cercavano l’abitazione mostrando una fotografia della donna. In seguito ha visto arrivare la polizia scientifica con tute bianche, mascherine e attrezzature fotografiche.
Martedì, davanti alla porta dell’appartamento al secondo piano, biciclette e monopattini erano rimasti sul pianerottolo accanto ai sigilli giudiziari con la dicitura «omicidio su minore».
Il compagno avrebbe trovato i resti dopo il parto
Secondo la ricostruzione comunicata dalla procura, il compagno era rimasto turbato dopo avere saputo molto tardi della gravidanza. Avrebbe quindi controllato l’abitazione nel centro storico, trovando ciò che gli era apparso come resti umani. Dopo la sua segnalazione all’ospedale, la procura è stata avvertita e la polizia di Avignone ha perquisito la casa.
All’interno delle scatole sono stati rinvenuti ossa e resti in decomposizione. Le prime osservazioni del medico legale indicano che potrebbero essere riconducibili a cinque neonati, ma saranno necessari ulteriori esami autoptici. La formulazione resta quindi prudente: numero, origine dei resti, momento e cause delle morti devono ancora essere accertati.
La madre non è stata ancora ascoltata perché si trova tuttora in ospedale dopo la nascita del bambino, descritto come in buona salute.
Le autopsie saranno decisive per ricostruire i fatti
L’apertura di un’indagine per omicidio stabilisce il quadro nel quale gli inquirenti raccoglieranno prove e testimonianze, ma non attribuisce automaticamente responsabilità. In casi di questo tipo, gli accertamenti medico-legali servono a verificare a chi appartengano i resti, a collocarne la morte nel tempo e a individuarne, quando possibile, le cause.
Questo significa che la scoperta materiale nell’appartamento è soltanto il punto di partenza dell’inchiesta. Per ricostruire la vicenda sarà necessario confrontare gli esiti delle autopsie con le dichiarazioni delle persone coinvolte e con gli elementi raccolti durante la perquisizione.
La giustizia francese ha già esaminato altri casi riguardanti neonati nascosti dopo la morte: nel 2015 una madre fu condannata a nove anni per l’uccisione di otto neonati; nel 2018 un’altra donna ricevette una pena di otto anni per la morte di cinque figli. Più recentemente, a marzo, un tribunale ha inflitto 25 anni di carcere a una donna per la morte di due neonati trovati nel congelatore di famiglia. Ogni procedimento, tuttavia, dipende dalle specifiche prove raccolte e dagli accertamenti sulle condizioni e sulle responsabilità individuali.



























