«Un atto orribile»: così il cancelliere Friedrich Merz ha condannato l’attacco al Pride di Berlino avvenuto sabato 25 luglio. Intorno alle 22 un furgone bianco è entrato nel parco Tiergarten, investendo diverse persone prima di schiantarsi contro un albero. Una donna è morta e altre 16 persone sono rimaste ferite, tre delle quali in condizioni gravissime. La polizia ricerca Abdul B., 21 anni, già noto alle autorità e ritenuto legato ad ambienti islamisti. Il giovane non è stato arrestato e gli investigatori non hanno ancora stabilito se fosse lui alla guida.
- Una donna è morta e 16 persone sono rimaste ferite nell’attacco al Pride di Berlino.
- La polizia ha diffuso la foto del ricercato Abdul B., 21 anni, invitando a non avvicinarlo.
- Gli inquirenti stanno verificando la presenza di complici e l’impiego di armi da taglio.
- Gli altri eventi del Pride, chiamato Christopher Street Day in Germania, sono stati annullati.
Merz e Wegner difendono la società «libera e aperta»
Merz ha assicurato che, insieme al ministro dell’Interno Alexander Dobrindt, farà in modo che l’accaduto sia «pienamente chiarito e punito». Il sindaco di Berlino Kai Wegner, recatosi sul luogo dell’attacco, ha scelto parole altrettanto nette, definendo l’episodio «un attacco alla nostra società libera e aperta».
Wegner ha ricordato che la violenza è arrivata dopo una manifestazione pacifica e colorata per una Berlino tollerante. «Non permetteremo che ci venga sottratto il nostro modo di vivere e di convivere», ha dichiarato ai giornalisti.
Le reazioni istituzionali collocano l’attacco al Pride di Berlino non soltanto sul piano della sicurezza, ma anche su quello della difesa della libertà e della convivenza civile.
In Germania il Pride è conosciuto come Christopher Street Day, o CSD. L’annullamento degli appuntamenti ancora previsti significa, in pratica, che l’attacco ha interrotto il programma della manifestazione oltre a colpire direttamente le persone presenti al Tiergarten.
La polizia cerca Abdul B. e avverte: «Non avvicinatevi»
Le autorità hanno pubblicato la fotografia del sospettato, descritto come un giovane dalla corporatura snella, alto circa 1,90 metri e con capelli neri. Al momento dell’attacco avrebbe indossato una felpa nera con cappuccio e pantaloni bianchi. L’avviso della polizia lo indica come potenzialmente «armato e pericoloso» e invita chiunque abbia informazioni a non tentare un contatto diretto, ma a chiamare il numero di emergenza 110.
Il portavoce della polizia Florian Nath ha confermato che il ventunenne era già noto alle forze dell’ordine e considerato vicino agli ambienti islamisti di Berlino. Secondo l’agenzia Dpa, era stato rilasciato da un carcere minorile a maggio. Una perquisizione in un appartamento di Schöneberg non ha portato ad arresti perché l’abitazione era vuota.
Alcuni media tedeschi hanno identificato il giovane come Abdul Ballout. Bild lo ha descritto come sostenitore dello Stato Islamico, mentre Der Spiegel ha riferito che avrebbe tentato di raggiungere l’Isis in Siria nel 2025, prima di essere arrestato in Libano e rimpatriato in Germania. Die Welt ha inoltre scritto che avrebbe dovuto partecipare a 26 incontri presso un centro specializzato nella prevenzione dell’estremismo e nella deradicalizzazione, prendendo parte volontariamente ai primi due, il 15 giugno e il 9 luglio.
Restano dubbi sul conducente e sul numero degli aggressori
La Procura generale tedesca e l’Ufficio criminale regionale di Berlino indagano per «sospetto attentato». Questa qualificazione indica l’ipotesi sulla quale stanno lavorando gli inquirenti, ma non dimostra né la responsabilità del ricercato né l’esistenza di un movente già accertato.
Il punto centrale dell’indagine resta aperto: la polizia non ha ancora chiarito se Abdul B. guidasse il furgone e se una o più persone abbiano partecipato all’attacco.
Le testimonianze sul numero degli aggressori sono contrastanti. La polizia ha riferito che diverse persone sono state ferite con armi da taglio, mentre sono ancora in corso gli accertamenti sulla dinamica e sull’identità degli autori. Il furgone, un mezzo privato e non a noleggio, è stato trovato vuoto e gravemente danneggiato, quindi sequestrato.
L’emittente Rbb ha riferito dell’arresto di un cittadino iraniano che, secondo la polizia, potrebbe essere stato a bordo del veicolo. La sua eventuale posizione nell’attacco deve tuttavia essere chiarita dagli investigatori.
Gli attacchi con veicoli hanno già colpito eventi pubblici tedeschi
L’episodio richiama altri investimenti deliberati avvenuti in Germania durante manifestazioni pubbliche. Nel 2016 un camion fu lanciato contro un mercatino di Natale a Berlino, uccidendo 12 persone. Nel 2024 un’auto investì la folla al mercatino natalizio di Magdeburgo, provocando almeno due morti e più di 60 feriti. In un altro caso avvenuto quest’anno a Lipsia, due persone sono state uccise e il sospettato è stato ricoverato in un ospedale psichiatrico su decisione giudiziaria.



























